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mercoledì 1 febbraio 2017

Elezioni anticipate, Napolitano è contrario: “Non si fa cadere un governo per il calcolo tattico di qualcuno”

Pd, M5s, Lega e Fdi accelerano, Forza Italia e Alfano frenano. Nel mezzo, ma spostate verso l’asse berlusconiano, le parole del presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Che al netto del pronunciamento della Consulta sull’Italicum e delle intenzione di Sergio Mattarella, ha detto la sua sulla data delle prossime elezioni. Che, per Napolitano, non devono arrivare prima della fine naturale della legislatura, quindi nel 2018. “Nei paesi civili alle elezioni si va a scadenza naturale e a noi manca ancora un anno – ha detto l’ex inquilino del Quirinale – In Italia c’è stato un abuso del ricorso alle elezioni anticipate. Bisognerebbe andare a votare o alla scadenza naturale della legislatura o quando mancano le condizioni per continuare ad andare avanti” è stato il ragionamento di Napolitano. Che poi fa un ragionamento politico ben preciso e sembra voler mandare messaggi a chi ha orecchie per intendere: “Per togliere le fiducia ad un governo deve accadere qualcosa. Non si fa certo per il calcolo tattico di qualcuno…”.

Non è dato sapere, né Napolitano lo ha specificato, a chi si riferiva con quel “qualcuno”. Di certo sono in tanti quelli che sin dalle dimissioni di Renzi dopo la sconfitta al referendum costituzionale del 4 dicembre hanno chiesto il voto anticipato. Il tempismo dell’ex capo dello Stato, tuttavia, lascia pensare che il suo richiamo sia diretto proprio al segretario del Partito democratico. Che, inutile nasconderlo, ha avuto un ruolo fondamentale nell’accelerare l’iter della discussione sulla nuova legge elettorale, che grazie all’accordo con M5s, Lega e Fdi arriverà in Aula già a fine febbraio. La firma di Matteo Renzi sulla svolta in vista delle urne prima dell’estate è arrivata ieri sera durante la trasmissione Di Martedì di Giovanni Floris. L’ex premier, infatti, ha inviato al conduttore un sms in cui ha scritto che “per me votare nel 2017 o nel 2018 è lo stesso. L’unica cosa è evitare che scattino i vitalizi perché sarebbe molto ingiusto verso i cittadini. Sarebbe assurdo”.

Non per Giorgio Napolitano, evidentemente. Che ha dovuto incassare la pronta risposta di Matteo Salvini,uno dei fautori del voto anticipato: “Nei Paesi civili chi tradisce il proprio Popolo viene processato, non viene mantenuto a vita” ha scritto su Twitter il segretario della Lega.

Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it/2017/02/01/elezioni-anticipate-napolitano-e-contrario-non-si-fa-cadere-un-governo-per-il-calcolo-tattico-di-qualcuno/3358297/

mercoledì 28 dicembre 2016

Bollette e tariffe, stangata in arrivo nel 2017

Sanità, trasporti, assicurazioni: pagheremo di più per tutti i servizi. Ecco gli aumenti previsti

Bonus su ristrutturazioni, famiglia, cultura: gli sconti fiscali dal 2017

Roma, 28 dicembre 2016 - Pedaggi autostradali, bollette di acqua e rifiuti, ma anche luce e gas. E, ancora, tariffe postali, carburanti, assicurazioni e banche. Anche se l’economia italiana rallenta, con un’inflazione che viaggia pericolosamente vicino allo zero, i prezzi di quasi tutti i servizi nel 2017 tenderanno ad aumentare. Non c’è, insomma, solo il canone Rai, destinato a scendere di 10 euro (da 100 a 90). Quei soldi risparmiati resteranno nelle tasche degli italiani per poco tempo, perché se ne andranno per pagare tutti gli aumenti che ci

domenica 11 dicembre 2016

Mattarella convoca Paolo Gentiloni alle 12.30 al Quirinale per l'incarico

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha convocato per le ore 12.30 di oggi, al Palazzo del Quirinale, l'onorevole Paolo Gentiloni. Lo rende noto un comunicato della presidenza della Repubblica. Proprio ieri il capo dello Stato, concluse le consultazioni, aveva annunciato: "Nelle prossime ore valuterò e prenderò le iniziative necessarie per la soluzione della crisi di governo" auspicando che "il clima politico possa articolarsi e svolgersi in modo dialettico, come è naturale e costruttivo".  "Governo in tempi brevi" Al Paese "serve un Governo in tempi brevi", ha detto Mattarella. Un governo, sottolinea il Capo dello Stato, "nella pienezza delle sue funzioni". Perchè "ci sono scadenze che vanno affrontate e rispettate, di carattere interno, europeo e internazionale". Condizione indispensabile, per Mattarella, una nuova legge elettorale. "Vi è l'esigenza generale di armonizzazione delle due leggi elettorali per elezione della Camera e del Senato, una condizione indispensabile". Tra i punti in primo piano che il Paese deve affrontare, dice il Capo dello Stato, "vi è il sostegno ai nostri concittadini colpiti dal terremoto e l'avvio della ricostruzione dei loro paesi. Pd: al voto nei tempi più rapidi possibili  "La crisi che oggi è stata affrontata dal presidente della Repubblica si è aperta dopo gli esiti del referendum e le dimissioni di Matteo Renzi che le ha rassegnate al Capo dello Stato dopo averle annunciate", ha detto il capogruppo Pd al Senato Luigi Zanda, al termine delle consultazioni con Mattarella. "La delegazione ha ricevuto il mandato di chiedere un governo di responsabilità nazionale con la più larga partecipazione possibile, con l'obiettivo di portare il Paese alle elezioni quanto più velocemente possibile. Abbiamo registrato un larghissimo rifiuto e abbiamo quindi assicurato a Mattarella tutto il sostegno del Pd alla soluzione alla crisi che riterrà più opportuna", ha concluso Zanda. Berlusconi: no a governo di larghe intese. Legge elettorale, poi il voto "Abbiamo illustrato al Capo dello Stato quella che ci sembra l'unica strada possibile in questa difficile situazione: l'approvazione in tempi rapidi di una nuova legge elettorale condivisa in Parlamento, per poi consentire agli italiani di esprimersi con il voto e di scegliere finalmente da chi vogliono essere governati".  Questa la posizione espressa dal leader di Forza Italia, Silvio Berlusconi, dopo l'incontro al Quirinale con Mattarella. "La nuova legge elettorale, necessaria qualunque sia la valutazione della Consulta su quella in vigore, deve rendere omogenei i sistemi elettorali di Senato e Camera, e deve garantire la corrispondenza tra la maggioranza parlamentare e la maggioranza popolare. All'elaborazione e all'approvazione di una legge elettorale con queste caratteristiche siamo pronti a collaborare nel modo più costruttivo", ha sottolineato Berlusconi. Che ha sottolineato: "Forza Italia non è disponibile a partecipare a governi di larghe coalizioni". Con lui erano presenti i capigruppo di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani. M5s: tempi rapidi per il voto, governi calati dall'alto non hanno legittimazione "Renzi, tutto il suo governo, e il Pd hanno fallito. Non è una nostra asserzione, ma un'affermazione certificata dal voto. Qualunque nuovo governo calato dall'alto non avrebbe legittimazione popolare e se in continuità con quello precedente imporrebbe le stesse ricette economiche di lacrime e sangue", ha affermato il capogruppo M5s Giulia Grillo al termine delle consultazioni con il presidente Mattarella.  "La volontà dei cittadini va rispettata. Voto subito", scrive su Twitter Beppe Grillo dopo le consultazioni al Quirinale con la delegazione M5S.  Gli incontri della mattinata e l'ipotesi Renzi bis In mattinata Sinistra Italiana ha bocciato l'idea di un Renzi bis ma si è detta disponibile a un governo istituzionale per fare le riforme, ipotesi che al momento sarebbe sostenuta solo dall'attuale maggioranza, con l'aggiunta di Gal e Ala. Ma in mattinata, dalle parole di Denis Verdini e da quelle di Angelino Alfano, leader rispettivamente di Ala e di Ap, è rinata l'ipotesi di un Renzi bis che ieri i più davano per tramontata. Gli incontri a Palazzo Chigi Giro d'incontri intanto a Palazzo Chigi, tra il premier dimissionario e i suoi ministri. Renzi ha visto quello dell'Economia Pier Carlo Padoan e dei Beni Culturali Dario Franceschini. I due potrebbero essere  tra i possibili candidati - così come Gentiloni - a guidare un governo "di scopo" che possa portare a mettere a punto una nuova riforma costituzionale. L'ex presidente del consiglio è stato a colloquio anche con il ministro delle Riforme Maria Elena Boschi e il Viceministro allo sviluppo economico Carlo Calenda. Ricevuta anche la delegazione Pd.